domenica 11 novembre 2007

ASSONOMETRIA


L'assonometria (dal greco áxon = asse e métron = misura, cioè misura in base agli assi) è un metodo di rappresentazione grafica proprio della geometria descrittiva. Fu introdotta dal francese Gaspard Monge alla fine del Settecento.
Essa si basa sul concetto di proiezione su di un piano di proiezione (detto quadro), dei punti notevoli di un dato oggetto geometrico, a partire da un punto improprio detto centro di proiezione. Con riferimento ad un parallelepipedo oggettivo o immaginario, La proprietà principale dell'assonometria, come quella della prospettiva, è quella di visualizzare contemporaneamente tre facce di tale parallelepipedo.
Nella nomenclatura dei vari tipi di assonometria, si distinguono i casi in cui la proiezione abbia direzione ortogonale o obliqua rispetto al quadro. In particolare:
Se i raggi di proiezione sono perpendicolari al quadro, si ha una assonometria ortogonale che, a seconda della posizione del sistema di riferimento tridimensionale rispetto al quadro, si classifica come segue:
L'assonometria isometrica, quando i piani di riferimento formano gli stessi angoli con il quadro.
L'assonometria dimetrica, quando due dei piani di riferimento formano angoli congruenti con il quadro.
L'assonometria trimetrica, quando i piani di riferimento formano diversi angoli con il quadro.
Se i raggi di proiezione sono inclinati rispetto al quadro si ha un'assonometria obliqua che può essere cavaliera o generica.

Chiesa Santa Maria di Collemaggio(IVA)


La Basilica Santa Maria di Collemaggio è situata immediatamente fuori le mura della città di L'Aquila.
Fu iniziata nel 1287 dal frate eremita Pietro da Morrone, poi incoronato Papa nella stessa basilica con il nome di Celestino V. Dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno successivo ogni anno si svolge il rito della Perdonanza con l'apertura della Porta Santa, unico esempio al di fuori del Vaticano.
Può essere considerata la più importante basilica d'Abruzzo sia a livello storico che architettonico ed è certamente, per dimensioni, la più grande della regione.

Galleria Spada (VA)


La Galleria Spada è ospitata nell'omonimo palazzo, che si trova in Piazza Capo di Ferro a Roma. Il palazzo è famoso anche per la sua facciata, e per la falsa prospettiva del Borromini. La collezione prende avvio dal cardinale Bernardino Spada (1594–1661), un mecenate e patrono delle arti e degli artisti. Anche il fratello minore di Bernardino, Virginio (1596-1662), contribuisce con una certa rilevanza. Nuove acquisizioni sono opera del pronipote, il cardinale Fabrizio Spada (1643-1717) ed altre ulteriori opere entrarono nella collezione nel 1636 in seguito al matrimonio di Orazio Spada con Maria Veralli.
La collezione è espone in quattro sale, secondo il gusto del XVII secolo, cornice contro cornice, con i quadri più piccoli in altro, sopra quelli più grandi.
La galleria espone pitture del XVI e XVII secolo.

sabato 10 novembre 2007

Basilica Sant'Anastasia (IIIA-IClass)


Santa Anastasia è una basilica di Roma.
Costruita nel tardo III secolo - inizio del IV secolo, fu edificata forse da una matrona romana di nome Anastasia. Sorge su preesistenti tabernae che erano inserite nella recinzione esterna del Circo Massimo, e costruzioni private che sorgevano lungo una strada alle pendici sudoccidentali del Palatino. Negli atti del sinodo del 499 la chiesa è registrata come avente il titulus Anastasiae. In seguito la chiesa fu dedicata a sant'Anastasia di Sirmio.
La chiesa fu restaurata diverse volte: da papa Damaso I (366-383), papa Ilario (461-468), papa Giovanni VII (705-707), papa Leone III (795-816), e papa Gregorio IV (827-844). La chiesa moderna deve le sue forme a papa Urbano VIII Barberini, che ne ordinò il restauro nel 1636. Ulteriori restauri furono ordinati nell''800 da papa Pio VII e papa Pio IX.
La chiesa è collegata dalla tradizione alla predicazione di san Geremia, che pare abbia celebrato messa qui e che è raffigurato in una tela del Domenichino, posta sopra l'altare.
L'attuale cardinale presbitero del Titulus S. Anastasiae è Godfried Danneels.

LA PROSPETTIVA

1
Introduzione
Anteprima della sezione
Prospettiva In arte, sistema di convenzioni rappresentative che mirano a ricreare sulla superficie bidimensionale della tela o del rilievo la profondità dello spazio reale. La prospettiva si fonda sulle leggi elementari dell'ottica, e in particolare sul fatto che gli oggetti distanti sembrano più piccoli e meno definiti rispetto a quelli vicini. La prospettiva 'lineare' traduce graficamente l'effetto di riduzione scalare degli oggetti determinato dalla distanza; la prospettiva 'aerea' riproduce gli effetti dell'atmosfera e della luce sempre in relazione alla crescente distanza, come ad esempio la variazione di colore apparente nelle montagne viste da lontano. La prospettiva “a volo d’uccello”, utilizzata nelle vedute aeree di città fino alla fine dell’Ottocento, offre una visione dall’alto con angolo visuale di circa 45° rispetto alla verticale.

2
Prospettiva lineare
Anteprima della sezione
L'esempio intuitivo più semplice del principio della prospettiva lineare è offerto dalla percezione visiva illusoria per cui i binari della ferrovia sembrano avvicinarsi fino a convergere all'orizzonte. In un disegno prospettico, la superficie del foglio o della tela è chiamata 'piano di proiezione'; l''orizzonte' è la linea orizzontale che divide il piano di proiezione individuando l'altezza del punto di vista dell'osservatore ideale; il 'punto di fuga', collocato sull'orizzonte, è quello in cui convergono tutte le linee di profondità. I punti di fuga possono essere più d'uno, a seconda dell'allineamento degli oggetti presenti nella scena raffigurata.

3
Cenni storici
Anteprima della sezione
Gli antichi egizi, greci e romani indicavano la profondità dello spazio nei dipinti mediante una serie di accorgimenti più o meno rudimentali, come la sovrapposizione parziale delle figure. A Roma, la parola perspectiva (dal verbo perspícere, 'vedere chiaramente') indicava la 'scienza della visione' e corrispondeva al termine greco 'ottica'. Perciò, nonostante fossero arrivati a utilizzare talvolta la convergenza apparente delle linee parallele di profondità, i pittori e gli scenografi greci e romani, legati all'esperienza della visione reale, non giunsero mai a determinare un 'punto di vista' fisso e immutabile capace di coordinare tutti gli aspetti della visione.

La comprensione scientifica delle leggi della prospettiva è quindi un'acquisizione relativamente recente nella storia: esse furono per la prima volta descritte con precisione in Italia, nel Quattrocento. Tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, gli artisti erano arrivati a sviluppare una coscienza intuitiva della prospettiva; ma fu l'architetto fiorentino Filippo Brunelleschi che, con una serie di esperimenti attuati tra il 1417 e il 1420, mise a punto con esattezza le leggi della prospettiva lineare centrica. I pittori fiorentini Masaccio e Paolo Uccello furono tra i primi ad assimilare e ad applicare le regole prospettiche di Brunelleschi, vero punto di svolta nello sviluppo della cultura artistica del Rinascimento.


Nel 1435, l'architetto Leon Battista Alberti scrisse in latino il trattato Della pittura, pubblicandolo poi in italiano nel 1436. Il trattato accoglieva e spiegava il metodo di Brunelleschi e fissava le basi teoriche per tutti gli sviluppi successivi della teoria prospettica; ulteriori precisazioni teoriche e fondamentali applicazioni pratiche vennero proposte da Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.

La padronanza delle leggi della prospettiva lineare ha avuto un impatto enorme sullo sviluppo della produzione artistica in Occidente: bisognerà attendere il XX secolo, e in particolare le esperienze delle avanguardie, per vedere messi in discussione nelle arti figurative i fondamenti della prospettiva teorizzati in epoca rinascimentale. D'altronde, la ricerca di una soluzione definita scientificamente (secondo i principi della geometria descrittiva) per il problema della rappresentazione della profondità è un fatto che ha riguardato unicamente la cultura occidentale. Il problema non è mai stato posto altrove in modo analogo: anche presso le civiltà dove la produzione artistica raggiunse livelli di grande raffinatezza e complessità, come in Oriente o nell'America precolombiana, la resa della distanza e della profondità spaziale, talvolta molto efficace, si è fondata su presupposti più intuitivi ed empirici.

OBBIETTIVI

Nel Liceo Scientifico dall'osservazione del vero si passerà, attraverso fotografie e proiezioni, all'osservazione dei più famosi monumenti che dall'antichità ad oggi dimostrano più chiaramente lo svolgersi delle forme architettoniche nei vari stili.
Destando così l'interesse dei giovani con la visione dell'insieme e dei particolari, essi si sentiranno naturalmente spinti a riprodurli per divenire essi stessi i creatori.
L'interesse che tali monumenti già suscitano di per sé verrà stimolato se ciascuno sarà inquadrato nella sua epoca e se verrà preso in esame non semplicemente come opera architettonica, ma come complesso architettonico-plastico-pittorico.

Naturalmente oltre all’inquadramento storico di ogni opera d’arte, si cercherà di instaurare un rapporto con la contemporaneità e con l’arte contemporanea, di marcare dunque il lungo filo che ha portato nei secoli la nostra società occidentale ad autodefinirsi come “società dell’immagine”, alla nascita di nuovi linguaggi, come quelli della fotografia, della pubblicità, della grafica, dell’arte digitale e così via.
L'allenamento al disegno procederà così unito alla visione della produzione figurativa in tutte le sue forme quale l'umanità progressivamente è venuta attuando nella sua storia. Infine l'insegnamento della storia dell'arte e del disegno verranno fusi, reciprocamente potenziandosi.